Asta 50 / Libri, autografi e manoscritti

mer 6 MARZO -  gio 7 MARZO 2024
Lotto 385

Facio Bartolomeo

Napoli

Fatti d'Alfonso D'Aragona, primo re di Napoli di questo nome, descritti da Bartholomeo Facio Genouese. Et nuouamente tradotti nella volgar lingua da M. Giacomo Mauro.

In Vinegia, appresso Giouanni et Gio: Paolo Gioliti de' Ferrari, 1579.

In 4° (mm 200x146). [20] 492 pp. Collazionato completo (le carte iniziali a5-6 presenti ma per errore rilegate tra le pp. 486-487). Marca tipografica al frontespizio, testo in corsivo con fregi e iniziali xilografici. Lievi tracce del tempo al frontespizio (pallida macchietta lungo il margine inferiore), carte occasionalmente fiorite/arrossate e con una pallida gora intermittente nella parte inferiore, qualche traccia d’uso/del tempo ai margini. Legatura coeva in marocchino testa di moro con stemma di Ferrante Carafa al centro dei piatti (stampato in oro e con bande orizzontali dipinte in rosso), entro ricca cornice floreale con foglie, ghiande e gigli accantonati, dorso a tre nervi con titolo in oro (piccola mancanza al piede), tagli dorati e goffrati, minime sbucciature agli angoli.



BELLA COPIA IN LEGATURA ALLE ARMI DI DON FERRANTE CARAFA, dedicatario dell’opera, di questa cronaca dei fatti storici avvenuti durante il regno di Alfonso V d’Aragona (1396-1458), redatta dal genovese Bartolomeo Facio (1410 ca.-1557) prendendo spunto da Paolo Giovio e Francesco Guicciardini per quanto riguarda la parte relativa a Francesco Sforza. Il dedicatario e primo possessore Ferrante Carafa (1509-1587) è stato un nobile, militare e prolifico letterato italiano vissuto sotto il Regno di Napoli. Ludovico Dolce gli dedicò il terzo e il quinto libro delle Rime di diversi illustri signori napoletani, pubblicati a Venezia nel 1552 e nel 1555. Tra i letterati protetti dal Carafa si ricorda Scipione Ammirato, che fu suo ospite nel 1551 e nel 1558 (cfr. Treccani online). Graesse II p. 546.

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