Asta 69 - II / Arte Antica, Moderna e Contemporanea [parte II]

mer 20 MAGGIO -  gio 21 MAGGIO 2026
Lotto 564

L'artista indaga il corpo, la ratio canonica che la storia ci ha consegnato e la dismisura emotiva che l'esperienza vi fa irrompere

Agenore Fabbri

[ Lucio Fontana (Rosario, 1899 - Comabbio, 1968), Giuseppe Capogrossi (Roma, 1900 - 1972), Emilio Scanavino (Genova, 1922 - Milano, 1986), Karel Appel (Amsterdam, 1921 - Zurigo, 2006), Piero Manzoni (Soncino, 1933 - Milano, 1963), Roberto Antonio Sebastian Matta (Santiago del Cile, 1911 - Civitavecchia, 2002), Wifredo Lam (Sagua la Grande, 1902 - Parigi, 1982) ]
Firenze, Albisola, Milano

Senza titolo.

Terracotta smaltata su piedistallo di legno nero con gancio metallico. Scultura: 35x37x15. Piedistallo: cm 84x27x27. Firma incisa sulla schiena del busto. Quest'opera di Fabbi trasmette allarme, disagio visivo, dismisura emotiva e nudità affettiva; non siamo di fronte all'arte che vuole essere consolatoria ma alla volontà di descrivere la realtà brutale. Agenore Fabbri si forma all'Accademia di Firenze ed è un assiduo frequentatore delle Giubbe Rosse; trasferitosi prima ad Albisola e poi a Milano, conosce e stringe un rapporto di amicizia con Lucio Fontana, ma ha occasione di incontrare anche Piero Manzoni, alcuni esponenti di CoBra, tra cui Karel Appel e Guillame Corneille, Roberto Matta e Wifredo Lam, e figure di spicco delle varie frange informali, quali Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa ed Emilio Scanavino. Provenienza: acquisto diretto dall'artista; collezione fiorentina.



Il piedistallo presenta alcune sbeccature e difetti. La scultura presenta minimi difetti.

Base d'asta
EUR 1.000,00
venduto : Registrazione