Incisione in rame. mm 890x1185. In alto a sinistra, un grande cartiglio dove compaiono la data 1696, la responsabilità editoriale di Domenico de Rossi, la dedica al cardinale Francesco Nerli. Il territorio è dettagliatamente rappresentato con zone boschive, alture, centri abitati oltre alla raffigurazione dei laghi di Bolsena, di Bracciano e dello Stagno di Orbetello. Geografo e cartografo di origine torinese l'Ameti visse e si formò a Roma. Di lui sono note soprattutto due carte: Il Lazio con le sue più cospicue strade antiche e moderne e principali casali, e tenute di esso (Roma, Domenico De Rossi, 1693) e la presente dedicata al cardinal Nerli. Mappe simili, ma ben più dettagliate, di quelle realizzate da Innocenzo Mattei, geografo pontificio (Roma 1626 - Faenza 1679). Papa Alessandro VII affidò a diversi topografi e agronomi l'incarico di formare il catasto dell’Agro Romano, spettano ad Ameti i rilievi della parte settentrionale e meridionale di Roma. Le sue mappe vennero inserite, assieme a quella del Mattei, nella seconda edizione del Mercurio Geografico: atlante della tipografia De Rossi, edito a Roma tra il 1660 e il 1730.
Carta applicata su tela. Alcuni forellini e traccia di aloni. Segni d'uso.