In-8° (mm 176x116). Pagine: XI, [1], 392, assente la carta con le pp. 31-32. Copia uniformemente ingiallita, macchie sparse che talvolta toccano il testo, in particolare le pp. 164-165 e 343-345, restauri marginali e lungo le cuciture di alcune carte, in particolare le pagine da 289 a 292 comportano anche delle minime perdite di testo (p. 289-290 con con nastro adesivo); da p. 189 a p. 202 una piccola mancanza al margine inferiore senza perdite di testo, al verso dell'ultima carta difetti con trascurabili perdite di testo, e altri minori difetti.. Pergamena rigida posteriore rimontata e sguardie rinnovate, titoli manoscritti al dorso.
Rarissima prima edizione del primo vero ricettario della cucina italiana moderna, scritto in lingua unitaria e rivolto alla borghesia nazionale. L’opera originariamente contiene 475 ricette (in questa copia mancano le 4 alle pp. 31-32), alle quali si aggiunge, in fine dopo l'appendice, la ricetta non numerata del gelato alle mandorle "per voi signore di gusto delicato e fine". Le ricette sono corredate da commenti personali, osservazioni pratiche e note di spirito, riflettendo non solo una visione gastronomica, ma anche culturale e identitaria dell’Italia postunitaria. Inizialmente l'opera fu accolta con tiepido interesse dagli editori, fu l’autore stesso a promuoverla e distribuirla, curando l'edizione per oltre per vent’anni facendo uscire numerose edizioni. All'appendice dell'opera si trovano le ricette consigliate per i vari mesi dell'anno con lo scopo di, come scrive l'autore: " Poiché spesso avviene che dovendo dare un pranzo ci si trovi imbarazzati sulla elezione delle vivande, ho creduto bene di descrivervi in quest'appendice tante distinte di pranzi che corrispondino a due per ogni mese dell'anno, nella persuasione che se non potrete stare con esse alla lettera, vi gioveranno almeno come una scorta per rendervi più facile il compito della scelta".