Asta 17 - I / Libri, Grafica

mer 27 MAGGIO -  gio 28 MAGGIO 2015
Lotto 776

Enrico Verani-Masin (Nizza Marittima, )

Album disegnato dal cav. Enrico Verani-Masin e dedicato dall'autore al Cav. Giuseppe Rigaldi suo Compagno di Viaggio.

1851.

Album oblungo (mm 115x185). Contenente 35 disegni a matita di grafite di vedute e siti archeologici eseguiti con ottima mano. Legatura coeva in piena tela con segni di usura. Interessante taccuino e prezioso documento di un viaggio fatto in Nubia e in Egitto in nave a vapore nel 1851. Di questo viaggio parla il dedicatario dell’album Giuseppe Regaldi (poeta estemporaneo e letterato di ideali liberali, Varallo 1809-Bologna 1883) in “Canti e prose” (ed. 1858-1861): “Il ministro Marsh, degnandomi di molte cortesie, m'invitò a navigare il Nilo con lui e la sua famiglia, sul piroscafo destinatogli dal Governo Egizio; e non potendo io accettare un si gentile invito, perché m' ero già impegnato al viaggio dell'Egitto e della Nubia con tre italiani, egli desiderò che fossero pur invitati i miei compagni, e senza averli prima conosciuti, meco di buon grado li accolse nel Cairo sulla nave a vapore. Esempio notabile di benevolenza e di fiducia, troppo raro fra noi,società sospettosa e superba… I tre compagni della navigazione erano — il Conte Momolo Fadini di Crema — il Cav. Enrico Verani-Masin di Nizza Marittima — l'Avvocato Francesco Antonio Demarchi di Novara… Il cav. Enrico Verani-Masin, uno de' tre miei compagni, con facile matita figurò ingegnosamente il consorzio delle due bandiere innanzi ai monumenti d'Osiride, sopra d'un suo albo, ch'io tengo a prezioso dono di amicizia e ricordo artistico di Oriente. Rammento come egli, con amorosa cura, ritrasse la nostra bandiera, perché nato in Nizza marittima, sentiva d'essere sangue italiano, quant' altri mai della nostra penisola; e fu difatti uno de' quattro, che nel 22 marzo del 1860, in nome del suo patriottico Municipio, protestarono innanzi a re Vittorio Emanuele, contro l'infausto destino politico che fece di Nizza una provincia francese. Si conforti il nobile animo del Verani, che i fati politici non cancellano i decreti di Dio; e la patria di Giuseppe Garibaldi sarà mai sempre olezzante e bene amata aiuola del giardino di Europa, e tornerà parte del nostro regno, quando la Provvidenza e il forte braccio dei concordi Italiani compiranno il trionfo della combattuta penìsola”.



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