Inaugurazione mostra
Mercoledì 13 maggio 2026, ore 18:00
Vernissage e cocktail
In occasione della prossima Asta 69 di Arte Antica, Moderna e Contemporanea (19, 20 e 21 maggio) nella quale verrà messo all’incanto un gruppo cospicuo di opere incisorie di Félicien Rops, Gonnelli Casa d’aste presenta un’esposizione interamente dedicata a questo straordinario artista, notoriamente il più discusso, irriverente e controversodi tutto il secolo XIX, condannato dalla pubblica morale, ma amato e difeso dall’élite intellettuale del suo tempo, nonché faro illuminante per artisti d’avanguardia, liberi e innovatoriquali Henri de Toulouse-Lautrec, Edvard Munch, James Ensor, Alfred Kubin e Max Klinger,a sua volta definito in Germania “terrore dei circoli moralistici”, soprattutto durante l'epoca in cui fu varata la Lex Heinze, allo scopo di vietare le rappresentazioni erotiche nell’arte.
Nato a Namur nel 1833, Rops aveva esordito come disegnatore alla maniera di Daumier e Gavarni su giornali satirici belgi, mentre coltivava la pittura nel solco del realismo alla Courbet, per poi svilupparla nel corso del tempo secondo la maniera impressionista. Fu tuttavia il campo dell’incisione a designareil suo ruolo di protagonista e di antesignano di nuovi languaggi espressivi in direzione sempre più simbolista. A Parigi, dove si recò per la prima volta nel 1862, si mise a sperimentare con gli amici incisori Bracquemond, Lalanne e Jacquemart la tecnica dell’acquaforte allora al centro di un nuovo revival e divenuta una vera e propria moda tra gli amatori d’arte, grazie all’attività promossa dalla parigina Société des Aquafortistes e agli articoli di Charles Baudelaire comparsi nel 1862 sulla “Revue Anectotique” e sul “Boulevard”, in cui il poeta ne aveva tessuti gli elogi, rimarcandone le caratteristiche aristocratiche particolarmente adatte a esprimere l’anima intima dell’artista e le più affini al gusto raffinato dei letterati. Fu proprio l’incontro di Rops con Baudelaire a segnare definitivamente ilsuo destino grazie alla forte affinità elettiva che li univa. L’artista belga era anticlericale convinto e profondamente avverso alla mediocrità borghese. Come il poeta, amava sfidare il conformismo dei benpensanti attraverso la satira corrosiva e gli eccessi di un’immaginazione surreale, bizzarra, difforme e non per ultimo macabra. Secondo Rops il loro incontro era avvenuto «per via di uno strano amore, quello per la forma cristallografica primaria, e per la passione per lo scheletro». Nel 1865 infatti Rops aveva inciso La Mort qui danse ispirata alla poesia Danse macabre di Baudelaire il qualene rimase entusiasta, molto colpito da questo artista singolare che, pur non essendo un prix de Rome, arrivò a definire“alto come la piramide di Cheope”.Per il frontespizio della seconda edizione dei Fleurs du Malil poeta desiderava uno scheletro arborescente contornato da vari simboli. L’idea fu affidata a Bracquemond, ma il risultato non fu ritenuto soddisfacente. Passata nelle mani di Rops, divenne il famoso frontespizio per Les Épaves (I relitti), la raccolta delle poesie condannate dei Fleurs du Mal pubblicata a Bruxelles da Poulet-Malassis nel 1866.
La morte prematura di Baudelaire interruppe il loro sodalizio, ma la fama di Rops incisore-illustratore era ormai destinata a circolarenei circoli letterari di Parigi, dove l’artista si stabilì definitivamente a partire dal 1874. Il caleidoscopio della vita moderna osservata con occhio privo di ipocrisia e la nuova figura della “parisienne” abbigliata o déshabillé – quintessenza della femme moderne – divennero la materia prima perlo spiritocorrosivo delle sue lastre, spregiudicate, sensuali e in molti casi spinteall’eccesso. Attraverso l’osservazione dell’umanità con i suoi vizi e perversioni, dove la donna regnava sovrana e dominatrice con la sua seduzione, dai vani incanti della moda alla prostituzione riconosciuta come legge imperante delle relazioni umane, Rops delineava il ritratto reale, ma conferendogli l’assunto universale e permanente, di una società folle e babilonica in fatale caduta e decadimento; un aspetto destinato ad affascinare particolarmente scrittori come Joséphin Péladan e Joris-Karl Huysmans che resteranno ammaliati dalla sua arte, approfondendola anche dal punto di vista critico, in parallelo alle loro creazioni letterarie.
Il culto di Rops per la femme era smisurato e ne metteva in scena gli amori impudici, orgoglioso dei vizi che sfidavano l’opinione pubblica borghese e facevano passare un brivido “nei midolli gelatinosi degli Accademici nati morti”. La sua concezione del nudo, ovvero del demi-nu parisien, era moderna e ostinatamente avversa tanto a quella accademica con le sue proporzioni rigide in senso classico quanto a quella romantica troppo permeata di sentimentalismo, entrambe inesistenti nella cruda realtà delle relazioni umane.
La mostra odierna, dove vengono esposte oltre cinquanta opere, esplora l’universo di Rops incisore attraverso i suoi temi fondamentali: le fantasie macabre e mostruose, l’erotismo sfrenato e il controverso “satanismo” come critica di una società avvinta nelle spire del demonio, ma anche come sfida di un “pagano ribelle” contro la morale costrittiva del suo tempo. Tra le opere più significative si evidenziano tavole dalle celebri serie Les Diaboliques e Le Sataniques, i frontespizi per Baudelaire, Péladan, Darzens, Mallarmé e Verlaine, rare incisioni erotiche, nonché libri illustrati come Son altesse la femme di Octave Uzanne, Féminies.Huit chapitres inedits devoues a la femme, a l'amour, a la beaute. Par Gyp, Abel Hermant, Henri Lavedan, Marcel Schwob, & Octave Uzanne e i preziosi cataloghi dell’opera incisa curati all’epoca da Érastène Ramiro.
Il Genio Impudico di Félicien Rops
Esposizione fino a venerdì 29 maggio
Gonnelli Libreria Antiquaria – Casa d'Arte Via Fra Giovanni Angelico, 49 · 50121 Firenze Tel. Libreria: +39 055 216835 · Tel. Casa d'Aste: +39 055 268279 info@gonnelli.it · aste@gonnelli.it · www.gonnelli.it