In-4° (mm 295x203). Pagine: [4], 289, [3]. Frontespizio con titoli in rosso e nero. Copia marginosa con qualche macchiolina, leggere fioriture e altre minime tracce del tempo verso le prime e ultime carte. Mezza pelle con titoli e fregi in oro al dorso, piatti in cartonato verde con cornice dorata floreale, abrasioni e sbucciature, i piatti leggermente allentati.
Si tratta di un lavoro curioso ed insolito, dove i vari traduttori non intesero eseguire una fedele traduzione della Gerusalemme, ma neppure una parodia come già ne esistevano in varie parlate italiane. I letterati settecenteschi vollero invece rispettare sostanzialmente gli intendimenti e la struttura narrativa dell’opera del Tasso, ma allo stesso tempo ri-crearla da un punto di vista «genovese».