Auction 50 / Books, autographs and manuscripts

wed 6 MARCH -  thu 7 MARCH 2024
Lot 33

Lorenzo de' Medici e il re di Francia Luigi XI

Vespucci Guidantonio

Storia, Storia, Diritto e Politica

Lettera autografa firmata Guidantonius Vespucci Creator inviata a Francesco Gaddi.

Datata 5 luglio 1479, Parigi.

Manoscritto a inchiostro bruno. 1 carta scritta al recto (scritte 12 righe in totale). Al verso: Domino Francisco Gaddo apud Cristianissinum Regem Francorum. Testo in italiano e latino. Piccole mancanze di carta con perdita di testo. Tracce di sigillo. Dimensioni: 134x212 mm.



Guidantonio Vespucci (1436-1501) figlio di Giovanni, fu giureconsulto famoso e uomo di ingegno e destrezza singolare, come scrisse Guicciardini. Fidatissimo di Lorenzo il Magnifico, divenne suo ambasciatore a Roma presso Papa Sisto IV e a Parigi presso Luigi XI.

Vespucci scrive a Francesco Gaddi (1441-1504), sovrintendente della Cancelleria dei Dieci di Firenze e uomo di fiducia di Lorenzo, che nel 1478 lo nominò oratore presso il Re di Francia. Nella lettera viene citato Baccio Ugolini (?-1494), accademico ficiniano, fiduciario di Lorenzo il Magnifico, per il quale fu ambasciatore in Francia, inviato a Basilea, rappresentante presso gli Aragonesi di Napoli. Poco prima della morte divenne vescovo di Gaeta. In questa lettera compare anche il nome di Monsignor di Argenton (Philippe de Commynes, 1445-1511), francese, storico e instancabile diplomatico che dal 1472 fu al servizio di re Luigi XI, impegnato in delicate missioni in Francia e in Italia. La lettera riguarda i rapporti tra Lorenzo de’ Medici e il re di Francia, Luigi XI. Il periodo è quello della guerra tra papa Sisto IV e Firenze (Luigi XI operò in favore di Lorenzo). A causa della vendetta di quest’ultimo dopo la Congiura de’ Pazzi (del 1478), Lorenzo aveva fatto uccidere, insieme ai membri della famiglia Pazzi, anche alcuni religiosi ritenuti loro complici; il Papa, non estraneo alla congiura, aveva allora dichiarato guerra a Firenze e scomunicato Lorenzo con tutti i notabili fiorentini. Alla data di questa lettera la guerra era ancora in corso.

 

Havendo messo fidato: vi mando le lettere orriginali: havute da lionetto sopra la commissione del Bacco (=Baccio) Ugholini. Stamani di nuovo ne ò parlato con Monsignor di Argenton, il quale in effecto mi rispuose non gli parare cosa da doversene travagliare. Et che lui non ne parlerebbe per chosa nessuna alla Maestà dal Re. Io ho scripto a Lorenzo tutto et dectogli mio parere et che da lui aspectero risposta quello gli pare da seguire in simil chosa. Quamvis habiamo facto ogni forza con Mons. di Argenton consenta vegnano dalla Maestà del Re niente dimeno a lui non é paruto per nulla dobiamo venire et piu tosto habiamo voluto errare per suo consiglio, che fare altrimenti per nostro parere … Io ho scripto a Firenze pel cavalchatore di Milano. Il quale stimo sara piu presto a Lione che lo apportatore. Vale. [...].

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