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tue 26 -  thu 28 MAY 2020
 Medici Cosimo I (de) : Privilegio accordato dal Duca Cosimo [futuro Primo Granduca di Toscana] de' Medici al vescovo Marzio Marzi [...], e a Michele e Vincenzo [...] di Berardo, e a Michele giÓ di Benvenuto di Giovanni... Medicea, Storia, Diritto e Politica  - Auction Graphics & Books - Libreria Antiquaria Gonnelli - Casa d'Aste - Gonnelli Casa d'Aste
Lot 857

Medici Cosimo I (de)

Florence
Medicea, Storia, Diritto e Politica

Privilegio accordato dal Duca Cosimo [futuro Primo Granduca di Toscana] de' Medici al vescovo Marzio Marzi [...], e a Michele e Vincenzo [...] di Berardo, e a Michele giÓ di Benvenuto di Giovanni...

Datato 1 ottobre 1537.

Documento pergamenaceo manoscritto, testo in latino, firme di Cosimo de’ Medici e Francesco Campana, con decori floreali e miniature, ritratto giovanile di Cosimo de’ Medici e arme della famiglia Marzi Medici a cornice del testo. mm 395x545. In cornice.



Il documento rappresenta il diploma originale con cui il diciottenne Cosimo de Medici, designato secondo Duca di Firenze dal Senato fiorentino nella seduta del 9 gennaio 1537, concesse a Marzio, Michele e Vincenzo di Vincenzo e Michele di Benvenuto Marzi, familiari del vescovo di Assisi Agnolo Marzi (San Gimignano, 25/05/1477 – Firenze, 05/09/1546) il privilegio di aggiungere il cognome Medici al proprio. Figlio di un commerciante di San Gimignano, dal 1504, anno in cui entrò in contatto con la famiglia Medici, Agnolo Marzi scalò progressivamente la gerarchia dell’amministrazione del ducato di Firenze fino a rivestire il ruolo di cancelliere del gonfaloniere e segretario di casa Medici nella prima metà del XVI secolo. Marzi fu una personalità di spicco della politica cinquecentesca fiorentina, dopo gli sconvolgimenti del 1527, partecipò alla ricostruzione dell’apparato di governo mediceo sotto Alessandro de’ Medici e, durante il governo del Moro, egli pose la prima pietra della Fortezza di San Giovanni che poi consacrò nel 1534. Nel gennaio 1537 Marzi fu coinvolto in prima persona nell’assassinio del duca Alessandro per mano di Lorenzino de’ Medici aiutando inconsapevolmente la fuga dell’omicida, poiché, in qualità di maestro di casa del duca e responsabile del servizio postale della corte, concesse al fuggitivo, che aveva giustificato la concitata partenza per motivi familiari, i cavalli della posta. Aggiornato sugli avvenimenti, si adoperò per salvare parte del tesoro ducale, nascondendolo a casa sua. Ristabilito l’ordine sociale dopo l’assassinio del Moro, il Marzi seppe instaurare ottimi rapporti anche con il giovanissimo futuro Granduca di Toscana Cosimo I, tanto che questi, agli inizi del suo principato, il primo ottobre 1537, donò alla famiglia Marzi le proprie insegne e le conferì il privilegio unico di aggiungere al proprio il cognome Medici. Tale concessione fu diretta ai nipoti del Marzi, ma la motivazione addotta, ovvero «la fede del Reverendissimo Angelo Marzi […] inverso di noi e tutta la nobile stirpe dei Medici […] rara e perfetta», voleva costituire un riconoscimento ad Agnolo Marzi per la fedeltà alla Casa Medici e all’attività politica profusa durante tutta la sua carriera. Durante il governo di Cosimo I il Marzi acquisì una posizione chiave nella Segreteria ducale: nel 1539 fu nominato segretario alle suppliche, divenne cioè il vertice dell’apparato preposto a distribuire dispense, grazie e privilegi in nome del sovrano (Vanna Arrighi, DBI). Attraverso Vincenzo e Michele nipoti di Agnolo, la famiglia Marzi Medici si divise poi in due rami che produssero due distinti fondi archivistici: da Vincenzo di Vincenzo (1525) si sviluppò la linea (e il fondo documentario) principale che si spense nel XIX secolo in Ferdinando Tempi Marzimedici e successivamente nei Bargagli i cui eredi depositarono il fondo archivistico all’Archivio di Stato di Firenze nel 1967; mentre le carte del ramo di Michele di Vincenzo pervennero ai Naldini nel 1747 in seguito alla morte di Virginia Naldini, vedova ed erede del senatore Cristofano Marzimedici (1666-1737). Virginia, priva di discendenza, lasciò eredi i figli di suo fratello Ottaviano, come risulta dal suo testamento rogato il 20 aprile 1741. Dai Naldini Del Riccio le carte passarono ai Niccolini di Camugliano che tuttora le conservano nell’archivio privato del loro palazzo fiorentino. Nell’Archivio Marzi Medici Tempi Vettori Bargagli depositato presso l’Archivio di Stato di Firenze è conservata una trascrizione letterale cartacea del diploma concesso da Cosimo, redatta il 26 agosto 1572 dal notaio Sebastianus Nicolus a Bucino (ASF, Carte Marzi Medici, 11, ins. 37). Da un punto di vista decorativo, il privilegio presenta l’arme miniata della famiglia Marzi Medici D'oro, al leone di rosso e al capro saliente di nero, sanguinoso di rosso, affrontati e sormontati da una palla pure di rosso; il tutto accompagnato in capo da tre gigli d'azzurro ordinati fra i quattro pendenti di un lambello di rossomentre sul lato sinistro del diploma è impresso il ritratto del giovanissimo secondo Duca di Firenze, in armatura. Il giovane Cosimo I de’ Medici è miniato di profilo, proprio come in un dipinto coevo di Jacopo Carucci (il Pontormo) del 1537, pittore ufficiale della famiglia Medici almeno fino al 1540, il quale realizzò nel periodo antecedente alcune miniature per il duca Alessandro de Medici (Clapp, Pontormo, his life and work, p. 64). In base ai bozzetti preparatori e al dipinto, è plausibile pensare che la mano che ha miniato il profilo cosimiano sia della cerchia del Pontormo. Per quanto fosse uno studente poco motivato e dedito alla scrittura, la firma impressa da Cosimo de’ Medici è in latino (“ita est Cosmus Medices…”) ed è una delle prime realizzate dal Duca in un documento ufficiale come questo diploma. Alcune varianti sono visibili in documenti coevi o successivi conservati nei fondi Mediceo Avanti il Principato (Filza CLIX) e Mediceo del Principato (2634).

Base price
EUR 8.000,00
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